GABRIELE DELMONTE (LN): «COMUNE E PROVINCIA “DISTRATTI” SUI CONTAINER SCOLASTICI COSTRUITI SU TERRENI PRIVATI, MA IL SINDACO MORETTI DEVE RENDERE CONTO AL CONSIGLIO COMUNALE»

«Sul possibile svarione di Comune (che dovrebbe vigilare sugli abusi edilizi, ma non si è accorto di avere adibito ad area “scolastica” un terreno privato) e Provincia, che ha finanziato i container, occorre accertare al più presto le responsabilità. Ci auguriamo che, per i cittadini, la “pezza” che il sindaco Moretti si inventerà per sanare il tutto non sia peggio del danno creato». Commenta così, il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, l’inquietante episodio dell’Istituto Ipsia. I cui container destinati agli studenti sono stati collocati su terreni che si sono rivelati essere di proprietà di un hotel e di un condominio. «Riteniamo quanto meno inopportuno che gli studenti siano costretti a studiare nei container – incalza il consigliere leghista – ma se a questo si aggiunge la beffa, siamo davvero al tragicomico». A questo proposito, Gabriele Delmonte ha depositato un’interrogazione in Assemblea legislativa, mirata a capire alcune questioni: innanzitutto, se le regole urbanistiche vigenti consentano l’occupazione di parcheggi privati del condominio, su cui poggiano le “aule” scolastiche. Inoltre, le responsabilità eventuali tra Comune e Provincia. «Qualsiasi tecnico si sarebbe potuto accorgere dell’occupazione di un terreno privato, accedendo agli atti catastali. Siccome parliamo di un ente che dovrebbe anche verificare presunti abusi edilizi – evidenzia Delmonte – se di errore si tratta, sarebbe un fatto doppiamente grave». Ma, tant’è, per ora il primo cittadino di Sant’Ilario ha cercato di sviare, anche di fronte ad un’interrogazione urgente presentata in consiglio comunale dalle opposizioni. «Crediamo – si augura Delmonte – che rendere conto al consiglio dei propri errori, sia il minimo sindacale. In ogni caso, visto che la situazione dovrà essere sanata con i privati, ritrovatisi i container scolastici nel proprio giardino, il “rimedio” non sia peggiore del danno. Ovvero, che i costi ulteriori non ricadano sui cittadini».