GABRIELE DELMONTE (LN): «LA REGIONE DICA DI “NO” ALLA PROPOSTA DI CHIUSURA DELLE SEZIONI DELLA POLIZIA POSTALE»

L’insidia arriva dalla rete, fra truffe, hacker e reati inerenti alla pedopornografia, che sono tutti fenomeni dilaganti, ma il Governo sta operando contro logica, tagliando risorse proprio all’unico soggetto in grado di contrastarli: come la Polizia postale. «La chiusura della sezione di Reggio Emilia della Polizia postale è soltanto uno dei segnali della “ritirata” dello Stato dal contrasto ai reati che avvengono nel cyberspazio – attacca il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte – e purtroppo siamo solo all’inizio. L’impegno assunto dall’Amministrazione regionale, che ha votato una mia risoluzione nel merito del mantenimento del presidio di Reggio Emilia, dovrà essere in questo senso un “altolà” nei confronti di qualsiasi ipotesi di chiusura.» Il Ministero degli Interni ha previsto un taglio di risorse di 1 miliardo e 800 milioni di euro sul capitolo delle forze dell’ordine. Anche se ad una precisa interrogazione parlamentare, messo alle strette, il viceministro agli Interni, Filippo Bubbico, se l’è cavata spostando il tiro su di un presunto «nuovo assetto organizzativo della Polizia postale e delle comunicazioni», ispirato ad un presunto «efficientamento e adeguamento» in linea con la trasformazione tecnologica del Paese. Insomma, un modo elegante per spiegare che «a fronte della costante denuncia di nuovi reati telematici ed elettronici, verranno chiuse ben 73 sezioni provinciali della Polizia postale, compresa quella di Reggio Emilia – sottolinea Delmonte -. Le quali svolgono, fra grandi difficoltà di tagli e limitazioni di personale, un efficace contrasto a reati informatici, quali: pedopornografia, diffamazione anche attraverso le piattaforme social, istigazione alla violenza e all’emarginazione.» Si pensi, ad esempio, al cosiddetto “cyberbullismo”. Insomma, una pluralità di crimini perpetrati in un ambiente telematico, sulla quale le istituzioni hanno deciso di chiudere occhi e orecchie. Motivo per cui Delmonte ha deciso di procedere a febbraio con una risoluzione all’Assemblea legislativa, approvata nella seduta della Commissione Bilancio, martedì: «La chiusura della sezione di Polizia postale a Reggio Emilia, ed in altre parti del territorio regionale, comporterebbe la mancanza di un luogo fisico nel quale inoltrare denunce, richiedere informazioni, svolgere attività di prevenzione. Per questo motivo – dice l’esponente leghista – avevamo richiesto alla Giunta di attivarsi in tutte le sedi opportune, per scongiurarne la cessazione, evitando che uno sconsiderato taglio delle risorse possa lasciare campo libero al dilagante fenomeno dei reati informatici. Ora, però, ci auguriamo che si passi dalle parole ai fatti.»