IMMIGRAZIONE IN ER: LA LEGA, PIU’ CHE TRIPLICATE LE PRATICHE. E INTANTO PANTALONE PAGA PER TUTTI. VERGOGNA!

“L’inchiesta realizzata dal quotidiano economico ‘Italia Oggi’ lascia senza parole. Pensare che a fine anno lo Stato dovrà versare agli avvocati che stanno patrocinando gratuitamente (cioè a spese di tutti) gli extracomunitari che hanno deciso di presentare ricorso contro il rigetto della domanda di asilo, lascia perplessi. Soprattutto se pensiamo che quei soldi, non proprio pochi, avrebbero potuto essere destinati all’edilizia scolastica o ai servizi sociali, o ancora al sostegno delle famiglie italiane colpite dalla crisi o, perché no, ai terremotati e agli alluvionati. E invece no, vanno tutti agli avvocati degli extracomunitari”.

Così Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord punta l’accento su un tema destinato a fare discutere a lungo.

“Ma non solo – continua – Se non vogliamo fermarci ai dati a livello nazionale, pensiamo a quelli locali. Il secondo dato allarmante arriva così direttamente dall’ordine degli avvocati di Bologna secondo il quale le pratiche di immigrazione si sono più che triplicate, passando dalle 303 (su 1.390 istanze di ammissione) del 2014 alle 949 (su 2.685) del 2015. Di fronte a questi dati – attacca Marchetti – la vicepresidente Gualmini è ancora così sicura che stiamo parlando di profughi? Quando dice che l’Emilia-Romagna sta facendo la sua parte, intende mantenere persone che non hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiato e che oltre a garantirgli vitto e alloggio, dobbiamo pure pagargli le spese legali per la miriade di ricorsi che presenteranno?”.

“Sula stessa lunghezza d’onda anche Lucia Borgonzoni, consigliere comunale a Bologna -: mi sembra che qualche cosa non stia funzionando come dovrebbe. Invece di assistere le nostre famiglie spendiamo soldi per le cause burocratiche che gli extracomunitari intentano paradossalmente contro lo Stato stesso. Stato che, non contento, paga pure le spese. Mi sembra che siamo alla follia. Se non si trattasse di soldi nostri ci sarebbe da ridere”.

“E’ ora – concludono – di invertire la rotta. Andare avanti così non ha senso. Parliamo di una situazione a dir poco paradossale, un po’ come l’orchestrina del Titanic che continuava a suonare mentre il transatlantico affondava. Solo che questa volta ad affondare è il Paese intero”.