La Regione dica come stanno le cose a San Leo, in merito alla richiesta di realizzazione di una discarica

La notizia che l’azienda Cabe Srl, con sede a Sant’Arcangelo di Romagna, ha depositato alla Provincia di Rimini ed all’Unione dei Comuni della Valmarecchia la richiesta per una discarica di rifiuti (per 3 milioni e 250mila tonnellate totali) a San Leo (Rimini), non fa dormire sonni tranquilli alla popolazione dell’incantevole località riminese. Anche perché, nella richiesta, non si fa riferimento soltanto a rifiuti convenzionali, come inerti, ma addirittura speciali. Il ché significa: gomme usate, fanghi di epurazione, ceneri e miscele bituminose. Non è rimasto a guardare il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, il quale ha presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale, per chiedere chiarimenti alla Giunta, in merito alla domanda di realizzazione dell’impianto. «Dopo avere chiesto ulteriori documentazioni sull’argomento, il Comune di San Leo – specifica Pompignoli – ha ribadito, nel consiglio comunale dello scorso 23 aprile, il proprio dissenso politico e la propria contrarietà anche sul piano tecnico.» Anche la cittadinanza, informata dell’iniziativa di carattere privato, non sarebbe rimasta indifferente al problema. Non fosse altro che per «le forti preoccupazioni sulla salute della popolazione e perché – continua Massimiliano Pompignoli – la discarica di inserirebbe in uno dei contesti più belli della riviera: un Comune classificato tra i borghi più belli d’Italia dall’Anci e qualificato come “città gioiello” dal Ministero del Turismo.» Così, mentre un comitato civico (San Leo dice No) ha già raccolto 4265 firme contro la creazione dell’impianto, Pompignoli intende chiedere spiegazioni alla Regione (dopo le criticità sollevate anche dalla Provincia): per capire «Se quanto appreso in questi mesi corrisponda al vero, soprattutto se la discarica riguarderà anche rifiuti speciali e come la Regione intenda intervenire, per tutelare la salute della gente, l’ambiente ed il patrimonio artistico-culturale e archeologico di San Leo, che potrebbero essere minacciati dal progetto di escavazione di Cabe Srl.»