LIVERANI (LEGA): “CASE POPOLARI, NUOVI PARAMETRI PER GLI STRANIERI. UNA VITTORIA A FIRMA LEGA”

“Nonostante il PD provi a prendersi il merito di questa proposta, sappiamo benissimo che è la Lega l’unica vincitrice in questa battaglia. Più volte abbiamo proposto questa modifica che il PD ha sempre bocciato, ed ora dopo la bruciatura elettorale i democratici fanno marcia indietro e provano a prendersi meriti altrui, ma la gente sa bene chi ha lottato sin dagli albori” questo è il commento del consigliere regionale della Lega, Andrea Liverani, in merito alla modifica paventata dalla vicepresidente Gualmini, una modifica che allargherebbe la norma dell’impossidenza anche agli immigrati che hanno già una casa di proprietà all’estero.
“Una battaglia di civiltà che elimina una grave discriminazione contro gli italiani, nel processo di assegnazione delle case popolari” spiega Liverani “un documento che oltre che in Regione, abbiamo portato anche in tanti comuni, ma il PD ha sempre bocciato la nostra proposta. Invece ora, prova a prendersene i meriti.”
“Ora parte lo step successivo, e quindi la proposta parlamentare. Proprio in queste ore in Parlamento la Lega sta avanzando la medesima proposta, per armonizzare la norma su tutto il territorio nazionale, sistemando quindi leggi che creano situazioni di razzismo al contrario”.
“La nostra proposta è quella di far sì che anche i cittadini stranieri, presentino una documentazione rilasciata dall’ambasciata o dal consolato di riferimento, che attesti la proprietà o meno di case all’estero, in modo da pareggiare i metodi di assegnazione degli alloggi fra italiani e stranieri. Siamo contenti che anche il PD abbia aperto gli occhi sul tema, e porti avanti questa proposta. Ma si devono anche ricordare che nel dicembre scorso, la Lega ha depositato in Regione una risoluzione su questo tema che però non è ancora stata discussa”.
Conclude il consigliere leghista: “Se il Partito Democratico vorrà proseguire su questa strada sicuramente noi saremo disponibili al confronto e al supporto. Ma sarebbe opportuno evitare di prendersi i meriti di una norma e di un risultato che nasce da un altro partito e che viene dettata da una forte bruciatura elettorale e da un tentativo disperato di mantenimento dell’elettorato, che ormai è in fuga verso altri lidi”.