MARCHETTI (LN): “BARICELLA E MALALBERGO: QUESTA FUSIONE NON S’HA DA FARE”

“Dopo la resa del sindaco di Minerbio, Lorenzo Minganti, che ha annunciato di voler interrompere l’iter che avrebbe portato il suo comune a fondersi con quelli di Baricella e Malalbergo, è il caso di recitare anche il de profundis del piano di accorpamento fra Baricella e Malabergo. Non solo è la volontà dei cittadini residenti dei tre territori a chiederlo, ma anche ragioni concrete e logiche spingono nella direzione che porta a dire che la fusione non s’ha da fare. A nostro avviso, infatti, dietro allo studio di fattibilità della fusione dei tre Comuni (pronto da quasi 2 anni) si celerebbe la volontà delle suddette amministrazioni di socializzare le difficoltà economiche in cui versano. In altre parole, il sensibile indebitamento del Comune di Malalbergo non si risolve con una fusione a freddo con le altre due comunità limitrofe. Piuttosto l’unica, e più ragionevole, soluzione a quella situazione debitoria sarebbe quella di mandare a casa gli amministratori “del disastro” che hanno portato a gambe all’aria i conti pubblici”.

Così il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti, che oggi ha depositato un’interrogazione nella quale chiede alla Giunta di Viale Aldo Moro di “vigilare affinché non ci siano delle forzature sulla tempistica necessaria per indire il referendum consultivo delle communità di Baricella e Malabergo”.

“Il sindaco di Minerbio – spiega Marchetti – ha annunciato di voler interrompere l’iter del proprio Comune uscendo dal percorso di fusione tra comuni, pertanto nel caso in cui le amministrazioni di Baricella e Minerbio volessero proseguire nel progetto di accorpamento dovrebbero rifare lo studio di fattibilità e, immaginiamo, riavviare tutto il confronto che, per la fusione a tre, è durato circa un anno. Ebbene nel caso arrivassero a un nuovo progetto di fusione, non più a tre, ma a due comuni, per andare a referendum in ottobre, l’iter in Regione si dovrebbe concludere entro luglio. Si tratta di tempi molto stretti che non garantiscono che il percorso di fusione venga condotto in modo corretto e trasparente, da qui la necessità che l’ente regionale vigili attentamente su quanto le amministrazioni di Baricella e Minerbio stanno facendo” conclude il consigliere del Carroccio.