MARCHETTI (LN): “IMOLA, DONNE VITTIME DI VIOLENZA: DOVE FINISCONO I SOLDI STANZIATI DALLA REGIONE?”

“Dove finiscono i fondi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna a sostegno delle donne, molto spesso anche madri, vittime di violenza? La domanda sorge spontanea alla luce della drammatica storia che vede protagonista la signora imolese G. V., mamma di due bambini che dal 24 giugno scorso ha ricevuto solo rassicurazioni dagli assistenti sociali che, d’un tratto, qualche giorno fa l’hanno esortata “a trovarsi una sistemazione giacché il 24 giugno prossimo dovrà lasciare l’alloggio nel quale sta vivendo con la prole”.

A denunciare il fatto è il consigliere regionale e capolista della Lega alle prossime amministrative di Imola, Daniele Marchetti.

“Da tempo sono in contatto con la signora G., ed è bene che, a questo punto giunti della sua triste storia, emerga in tutta la sua gravità la malagestio dei fondi regionali destinati alle donne vittime di violenza – spiega il consigliere del Carroccio -. Se è vero, più di una volta mi è stato detto che sul territorio imolese le donne vittime di violenza vengono seguite, e che la Regione destina sempre molte risorse per affrontare questa problematica è anche vero che non si capisce dove quei fondi siano stati spesi nel comune del Santerno. La Regione ha infatti stanziato, per l’anno 2018, ben 640.399 euro destinati a sostenere progetti che, all’interno di un percorso personalizzato di presa in carico e di protezione della donna vittima di violenza e dei propri figli, dovrebbero promuovere tutti gli strumenti necessari per facilitare la conquista dell’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza. Ma così non è stato. Veniamo ai numeri: di questo fondo da 640.399 euro ben 107.040 euro sono stati assegnati alla Città Metropolitana, tuttavia, raccogliendo le testimonianze di alcune donne vittime di violenza, non vi è traccia di questi aiuti”.

“Emblematica, poi, – spiega Marchetti – la vicenda di cui è vittima l’imolese G.: per lei, che dovrà abbandonare il 24 giugno prossimo l’appartamento in cui vive con i suoi due figli, ad oggi non è stata trovata alcuna soluzione. Dagli assistenti sociali soltanto rassicurazioni.

Troppo spesso si è, infatti, sentita dire che non l’avrebbero lasciata in mezzo alla strada e che gli avrebbero trovato un’altra sistemazione. Bene, a poco più di un mese dallo sfratto definitivo, la signora si è sentita dire che si dovrà trovare una soluzione autonomamente in qualche residence e che poi, in un secondo momento, gli assistenti sociali l’aiuteranno a trovare un’altra sistemazione. Ebbene, considerando che i costi per vivere un residence sono molto alti, stiamo parlando di circa 800 euro mensili, ritengo poco credibile che gli assistenti sociali sborseranno questa cifra quando in passato non sono riusciti a fare fronte nemmeno gli arretrati dei canoni di affitto non pagati dall’ex marito. Come mai il sistema di assistenza sociale imolese non si è dato da fare prima per trovare una sistemazione a una madre e ai suoi due figli visto e considerato che da almeno un anno erano a conoscenza della prossima esecutività del suo sfratto? Che fine hanno fatto i soldi destinati a Imola per far fronte a queste criticità? Siamo di fronte all’ennesimo caso della cura che, anziché guarire, ammazza il malato?” chiosa Marchetti.