MARCHETTI (LN): “ORA BASTA: NIENTE CASE POPOLARI AGLI STRANIERI CHE HANNO IMMOBILI A CASA LORO”

“Ora basta, anche il Comune di Imola deve prevedere un meccanismo che consenta di effettuare controlli sulle proprietà nei paesi di origine da parte degli stranieri che presentano la domanda per accedere agli alloggi popolari. E, sia chiaro, non sarebbe una novità. Anzi. Già numerose Regioni, come Lombardia e Veneto, ma anche la “rossa” Toscana, hanno introdotto da tempo questo criterio, che consentirebbe di stilare la classifica degli aventi diritto alle case dell’Erp con più equità. In sfregio a qualsivoglia principio di uguaglianza e ragionevolezza, infatti, oggi vengono assegnate case popolari a stranieri che, in patria, vantano la proprietà di immobili. Con la conseguenza che a rimanere all’addiaccio sono famiglie di italiani in condizioni di grave indigenza”.

A sollecitare l’introduzione a Imola dei controlli ,sulle proprietà degli stranieri a casa loro, è il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti, primo firmatario di una Risoluzione che già impegna in questa direzione la Giunta di Viale Aldo Moro.

“Una Risoluzione che, benché non ancora discussa in aula, ha già raccolto il consenso e l’apertura della Vice presidente della Regione, nonché assessore alle Politiche abitative e al Welfare, Elisabetta Gualmini” sottolinea Marchetti.

“Il problema dell’attuale iniquità nell’assegnazione degli alloggi Erp, nasce da un horror vacui del Decreto 445/2000 secondo il quale “la richiesta all’assegnatario delle informazioni o della documentazione non in possesso del Comune (e che non possono essere acquisite d’ufficio presso altre amministrazioni) non è prevista al momento della presentazione della domanda”. Del resto – prosegue il consigliere leghista – le autocertificazioni delle proprietà all’estero sono difficili da verificare per le diverse situazioni, realtà, normative vigenti nei vari Stati del mondo”.

“Vien da sé – conclude Marchetti – che la richiesta di certificazioni o attestazioni rilasciate dalla competente autorità dello Stato estero, corredati di traduzioni in italiano, autenticata dall’autorità consolare italiana che attestino gli stati, le qualità personali e i fatti dei cittadini provenienti da Paesi extracomunitari, rappresenterebbero un atto di giustizia sociale”.