MARCO PETTAZZONI E GIANFRANCO GUIZZARDI (LN): «LA CORROSIONE DELLE CONDOTTE SUL PONTE TUBO ERA NOTA DA TEMPO. PREVEDIBILE CHE POTESSE AVVENIRE UNO SVERSAMENTO»

«Non si può giustificare uno sversamento, seppure contenuto, asserendo che le precipitazioni dello scorso 15 maggio sono state eccezionali. Le condotte del “Ponte tubo” erano corrose da tempo ed era prevedibile che “acque nere” potessero riversarsi nel Cer, come difatti è avvenuto.» Si dice perplesso, il consigliere regionale della Lega Nord, Marco Pettazzoni, di fronte alla difesa “d’ufficio” e alla parziale giustificazione arrivata dalla Regione, mediante Arpae, alla sua interrogazione presentata nei giorni immediatamente successivi all’evento atmosferico. Un evento sicuramente intenso (50 millimetri in meno di mezz’ora) ma che – come la documentazione fotografica riportata da Pettazzoni dimostrava – ha messo a nudo le pecche delle condotte idriche che attraversano il canale Cer. «Non si può sentire una giustificazione del tipo “il funzionamento a sezione piena ha determinato la fuoriuscita parziale di acque miste”, perché una tubatura di quel tipo – osservano il consigliere Ln Pettazzoni, ed il segretario locale della Lega, Gianfranco Guizzardi – dev’essere concepita anche per funzionare a pieno regime. Dunque? La risposta arrivata dalla Giunta regionale, su indicazione dell’Arpae, è un’ammissione di incuria: si ammette che la condotta presenta diversi punti di ammaloramento, nella parte superiore, dovuti a fenomeni di corrosione. Per cui, l’eccezionalità del fenomeno atmosferico non giustifica il fatto che questo sversamento, prima o dopo, si sarebbe potuto verificare. Ci chiediamo (e poniamo questo interrogativo anche ad Arpae) se il fatto di per sé non costituisca già un reato ambientale. E’ opportuno che chi di dovere accerti tutte le responsabilità del caso.»

 

Questo, nonostante la Regione abbia minimizzato sull’accaduto, sostenendo che «le acque fuoriuscite presentano una forte diluizione degli inquinanti, visto che il rapporto tra acque nere e portata meteorica risulta indicativamente pari a circa 1/100.» Troppo poco, secondo gli uffici di viale Aldo Moro, per costituire un rischio per l’ecosistema e per giustificare controlli più approfonditi. Rimane quel termine – “indicativamente” – che solleva più di un dubbio, secondo il Carroccio. Riguardo ai rimedi proposti (un intervento “temporaneo” di rivestimento esterno della tubazione esistente, prima di quello risolutivo di sostituzione dell’intera condotta): «grazie al nostro interessamento – ribadiscono Pettazzoni e Guizzardi – abbiamo finalmente ottenuto per iscritto tempi e progetti certi, che monitoreremo in corso d’opera, al fine di garantire la risoluzione dei problemi evidenziati, nei tempi promessi.»