MARCO PETTAZZONI E LUCA CARDI (LEGA NORD): «GIUSTO SOSTENERE LE FASCE DEBOLI, MA IL RISCHIO E’ CHE MOLTI STUDENTI NON USUFRUIRANNO DI NESSUN BENEFICIO, COME A FERRARA. LA REGIONE FACCIA LA SUA PARTE E TOLGA L’AGGRAVIO SULLA TASSA D’ISCRIZIONE»

«Giusto estendere la fascia di esenzione, ma se poi succede come nella vicina Ferrara, dove le Isee inviate sono finora state pochissime, il tutto si riduce ad un evento spot. Rimangono, invece, dubbi sulla sostenibilità del sistema, nel lungo periodo». Si allungano le ombre del dubbio, da parte della Lega Nord, sulla politica di incentivi che le Università stanno cercando di attuare per invogliare i giovani a studiare. A tale proposito, è stata recapitata all’assessore regionale con delega, Patrizio Bianchi, un’interrogazione presentata dal consigliere regionale della Lega Nord, Marco Pettazzoni, Nella quale si chiede conto dello stato di salute dell’Ateneo bolognese, ma dove è contenuta anche una proposta shock: «Si parla tanto di sgravi per i costi dell’Università, ma sui 157 euro della quota d’iscrizione gravano pesantemente i 140 euro che finiscono nelle casse della Regione. Chiediamo di dimezzare o cancellare questa imposta, nella particolare fase storica che stiamo vivendo», dice Pettazzoni. Nel merito dell’Università di Bologna: «L’Alma Mater ha deciso quest’anno di portare la quota Isee per l’applicazione della “No Tax Area” a 23mila euro, al contrario dei 13mila euro che costituiscono la media delle università italiane. Una misura giusta – osservano Marco Pettazzoni e Luca Cardi (Movimento Giovani Padani) – anche se bisogna sempre ricordare che, ancora nelle statistiche del 2015-2016 dell’Anvur, le università italiane erano state riconosciute tra le più costose d’Europa». La misura lascia però alcuni punti interrogativi, perché si prevedono minori entrate per circa 5 milioni di euro nella sola Alma Mater. Ripianabili, secondo indicazioni di massima, dal rincaro di alcuni corsi di studio, come veterinaria. Gli aumenti graveranno integralmente su coloro che non presenteranno l’Isee o non risponderanno ai requisiti reddituali. «La realtà – dicono Pettazzoni e Cardi – è che non si potrà avere alcuna stima precisa degli eventuali ammanchi nelle casse universitarie, se non la prossima primavera, quando si avrà il dato certo delle entrate derivante dalle tasse universitarie». Pettazzoni critica inoltre una serie di misure introdotte dall’Ateneo: «Ad esempio, la riproposizione delle borse di studio “Unibo for Refugees”, che prevede iscrizioni gratuite e borse di studio per gli studenti stranieri con lo status di rifugiato. «Misura fuori luogo, in una fase storica in cui le borse di studio per gli italiani sono sempre più una chimera – incalzano dalla Ln -, con l’80% degli studenti italiani che non gode di nessuna forma di assistenza allo studio. Inoltre, i benefici della No Tax Area vanno ben governati, per evitare quello che sta succedendo a Ferrara (il bonus rischia di saltare, perché molte Isee rischiano di non arrivare nei tempi a causa dell’intasamento dei Caf; ndr) e, soprattutto, per evitare un dissesto del sistema. Oltre a un rincaro eccessivo per alcuni corsi di laurea strategici, che potrebbero determinare una migrazione passiva verso altri Atenei»