MASSIMILIANO POMPIGNOLI (LN): «GOVERNO E REGIONE ASCOLTINO LE ESIGENZE DEGLI OPERATORI. CHIEDIAMO CHE IL COMPARTO ITTICO SIA TUTELATO, ANCHE IN CONFERENZA STATO-REGIONI»

La protesta delle “marinerie” si fa sentire anche nei palazzi della Regione, in viale Aldo Moro. In particolare, dopo le promesse “strappate” negli scorsi giorni all’assessore Simona Caselli, per un suo interessamento da parte degli operatori in agitazione. Ora è il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, a prendere l’iniziativa. Lo ha fatto depositando una risoluzione, da discutere con carattere d’urgenza in Assemblea legislativa. «Il comparto ittico è stato messo in ginocchio, in questi anni, dalle stringenti misure introdotte dall’Ue e dal Governo: con multe spropositate e restrizioni che colpiscono operatori del settore, ristoratori ed esercizi commerciali. Bisogna operare subito un cambio di rotta, ascoltando le esigenze delle marinerie», è l’appello lanciato da Massimiliano Pompignoli. Il quale punta il dito su alcuni dei punti più delicati portati all’attenzione negli scorsi giorni dal comparto della pesca, che sta vivendo momenti di agitazione. In particolare, ci sono i contenuti dell’articolo 39 della legge 154/’16, la quale impone rigide sanzioni per la cattura di pesce “sotto misura”. Per fare qualche esempio, multe che sfiorano i 75mila euro per sarde, triglie e alici e che possono arrivare addirittura a 150mila euro per un tonno… «La Regione – sottolinea Pompignoli – deve fare pressioni sul Governo, affinché modifichi queste misure stringenti, che in via accessoria penalizzano anche ristoranti e pescherie. Insomma, si rischia di mettere in ginocchio un comparto già in difficoltà.» Il principale problema ravvisato in questi giorni, avverte inoltre Pompignoli, «è l’assenza quasi totale di comunicazione, negli anni, tra istituzioni e il mondo della pesca. Occorre coinvolgere urgentemente la Conferenza permanente Stato-Regioni, per cercare tutte le vie possibili – dice Pompignoli – tese a scongiurare provvedimenti ingiusti e calati dall’alto. I quali sono lontanissimi dalle esigenze dei territori.» Compresi quelli che, nella pesca, individuano un settore fondamentale per la loro economia.