PARMIGIANO REGGIANO. RAINIERI (LN): “REGIONE INTERVENGA PER LIMITARE DANNI DOVUTI ALLA RIDUZIONE DEL FIENO”

La Giunta intervenga, con misure di sostegno agli allevatori o con altre iniziative, al fine di limitare i danni alla filiera del Parmigiano Reggiano arrecati dalla grave siccità estiva, che ha compromesso la produzione di fieno destinato all’alimentazione del bestiame nelle zone di produzione di questo formaggio DOP. Lo chiedono, in una risoluzione presentata in Regione, i Consiglieri regionali della Lega Nord, primo firmatario il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa Fabio Rainieri.

La drastica diminuzione della produzione di fieno – riportano i leghisti nell’atto d’indirizzo – oltre a far salire il prezzo di mercato di questi alimenti per il bestiame, e quindi i costi di produzione per le aziende zootecniche, impedirà a numerosi allevatori di vacche bovine produttrici di latte da trasformare in Parmigiano Reggiano di rispettare il Disciplinare di produzione, con l’effetto inevitabile di una netta riduzione del prodotto.

Va infatti ricordato che una delle peculiarità del Parmigiano Reggiano che ne garantisce la genuinità è che l’alimentazione delle vacche che producono il latte deve essere costituita da foraggi della zona d’origine. Precisamente, il Regolamento per l’alimentazione delle bovine da latte contenuto nel Disciplinare di produzione, stabilisce che nella razione giornaliera almeno il 50% della sostanza secca dei foraggi deve essere apportata da fieni, il 75 per cento dei quali devono essere prodotti all’interno del territorio di produzione della DOP.

La riduzione della produzione di questo formaggio – sottolineano i Consiglieri del Carroccio – sarebbe particolarmente dannosa per l’economia regionale, in quanto il Parmigiano Reggiano è prodotto al 95 percento su territorio emiliano, assorbe il 95% della produzione di latte regionale e, stando agli ultimi dati del Consorzio di Tutela, genera 1 miliardo e 117 milioni di giro d’affari alla produzione e 2 miliardi e 10 milioni al consumo, con una filiera produttiva che conta 50mila addetti.

“La Regione Emilia-Romagna, che peraltro può esprimere un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela, non può essere insensibile a quello che può diventare un grave problema economico e sociale – ha quindi concluso Rainieri –  Ci aspettiamo pertanto da parte del governatore Bonaccini un intervento concreto in tempi rapidi.