REDDITO DI SOLIDARIETA’, MARCHETTI (LN) REPLICA ALLE ACCUSE DELL’ASSESSORE GUALMINI: “SI CONTRADDICE, TANT’E’ CHE HA CONFERMATO LA DENUNCIA DELLA LEGA”

I numeri, di per sé, non esprimono pareri e non si possono tirare per la giacca in quanto, convenzionalmente, indicano dati incontrovertibili. E questi dati dicono che in Emilia-Romagna gli stranieri rappresentano l’11,9% della popolazione residente, e che è all’interno di quell’11,9% che è confluito il 45% dei fondi che la Regione ha stanziato, nel primo bimestre dell’anno, a titolo di Reddito di solidarietà. Il fatto che le domande per il Reddito di solidarietà siano arrivate per il 70% dei casi da cittadini italiani e dal 30% da quelli stranieri è nella logica delle cose, considerando che gli immigrati residenti in Emilia-Romagna, rappresentando appunto l’11,9% del totale, sono significamente inferiori, numericamente, agli italiani. Pertanto vien da chiedersi se sia più grave per un amministratore pubblico, quale è l’assessore regionale al Welfare, Elisabetta Gualmini, non capire che il dato sull’ammontare dei fondi erogato non sia omogeneo, e dunque in alcun modo connesso, con la percentuale dei richiedenti, oppure se sia più grave la sua volontà di cercare di strumentalizzare i dati che emergono dalle prime rilevazioni del Res. Nello specifico, ho troppa stima nell’assessore Gualmini per pensare che la medesima possa essere caduta in un errore logico alquanto elementare. Piuttosto sono orientato a ritenere che Gualmini abbia cercato goffamente di strumentalizzare la vicenda, tant’è che non ha fatto altro che confermare i sospetti e la denuncia della Lega, perdendo, di fatto, l’occasione per non intervenire. La medesima, infatti, ammettendo come al 70% delle richieste di sussidio provenienti da italiani venga erogata una somma pari ad appena il 55% dei fondi disponibili, acclara il fatto che il Res è uno strumento del quale beneficiano, prima di tutto e in larga misura, gli stranieri.