RIFIUTI, QUERELLE HERA-REGIONE, LEGA TRA I ‘LITIGANTI’: MORATORIA SUI RINCARI BOLLETTE FINO AL 2020

Nella querelle (arrivata fino al Tar) che oppone Hera alla Regione Emilia Romagna, la Lega Nord presenta la sua proposta “per uscire dal cortocircuito tra multiservizi e amministrazione regionale, che rischia di avere effetti devastanti per le imprese, già ‘condannate’ ad aumenti del 20% dei costi per lo
smaltimento dei rifiuti in discarica e negli inceneritori”. L’obiettivo della Lega – già formalizzato in specifici emendamenti al progetto di legge di riforma 921, in discussione in viale Aldo Moro –
è “una moratoria sui rincari fino al 2020, periodo al termine del quale le aziende che hanno saputo sviluppare progetti ‘green’ per lo smaltimento, il riciclo, il riuso e la differenziazione dei rifiuti
saranno premiate e incentivate (anche con riduzioni dei costi di conferimento). Al contrario, per i non virtuosi saranno previsti aumenti. Pensiamo infatti che sia necessaria una vera e concreta
politica meritocratica per chi adotta misure e comportamenti ecosostenibili, in linea con i modelli di eccellenza del Nord Europa”. Per ora il Carroccio vanta già un “primo risultato concreto: aver
ritardato il salasso di un anno, visto che in commissione abbiamo ottenuto che  la nuova legge 921, venisse approvata dopo l’estate, e non in fretta e furia prima della pausa, come voleva il Pd. In questo
modo abbiamo posticipato anche i rincari”. Nel complesso gli emendamenti a firma leghista alla proposta di legge sono 24. “Serve un diverso approccio al tema rifiuti e bisogna accelerare sul
piano di gestione dei rifiuti, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 2012, ma che giace ancora nei cassetti della Regione – dicono il capogruppo Alan Fabbri e il relatore di minoranza del
provvedimento, il consigliere leghista Stefano Bargi –. Oggi il sistema non premia i virtuosi e non incentiva adeguatamente la differenziata, che paradossalmente è un costo, mentre in altri Paesi
europei è un’opportunità e una leva di risparmio. Le multiservizi, partecipate dagli enti locali, sono troppo spesso diventate delle macchine da business e ‘poltronifici’ del Pd, e non più società che
erogano servizi ai cittadini e che sono orientate unicamente al bene e all’interesse pubblico”.