RISCHIO EPIDEMIA TUBERCOLOSI AL CENTRO ACCOGLIENZA BELTRAME: MARCHETTI (LEGA), LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA SULL’ACCADUTO

“Fare chiarezza su quanto accaduto al Centro di accoglienza ‘Beltrame’ (dormitorio) di via Sabatucci a Bologna, e fare in modo che episodi del genere non si ripetano a tutela dalla salute pubblica”.

Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord punta i riflettori sul caso del senzatetto dimesso due giorni prima dal reparto Malattie infettive per una Tubercolosi polmonare bacillifera, visitato da un medico dell’Associazione Sokos, ma che poi non ha seguito la terapia prescritta mettendo a rischio non solo sé stesso, ma tutte le persone con cui è venuto a contatto.

“Il medico – spiega Marchetti – aveva prescritto al paziente una terapia per la quale era di fondamentale importanza uno stretto controllo. Pochi giorni dopo, alla prima visita di controllo, appariva però evidente che la terapia non era stata seguita. Di più – continua -, anche alla seconda visita di controllo, non si riscontrava alcuna continuità nell’assunzione della cura”.

“Da parte sua – attacca Marchetti – l’Associazione Sokos ha affermato di aver comunicato almeno 3 volte ad Asp e Ausl la situazione che si era venuta a verificare. Tra le richieste si chiedeva di attivare un responsabile nei dormitori per monitorare l’assunzione delle terapie nei soggetti non autonomi. Cosa che evidentemente non è mai avvenuta. Per questo, sapendo che il rischio di recidiva per la tubercolosi si verifica se il paziente interrompe troppo presto la cura, prima del suo completamento, o se salta per molti giorni il farmaco, chiedo alla Giunta e al Presidente Bonaccini che tipo di responsabilità hanno in questo caso gli addetti dell’Associazione Sokos, a cosa devono far fronte Asp e Ausl in casi di questo tipo e come intendono agire per evitare che accadano nuovamente fatti di questo tipo”.

“Bonaccini e la sua squadra – conclude Marchetti – chiariscano anche se c’è il reale rischio di una epidemia di tubercolosi e quali sono le azioni che il Sindaco di Bologna poteva mettere in atto per preservare la sicurezza igienico-sanitaria dei propri cittadini. Sicurezza che è stata messa in grave pericolo”.