SENTENZA APPELLO AEMILIA. RAINIERI (LN): “CONTRO LE MAFIE È NECESSARIA UN’AZIONE PIÙ INCISIVA DA PARTE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA”

“Per creare i necessari anticorpi alle infiltrazioni mafiose sul territorio regionale occorrerebbe un’azione più solerte ed incisiva da parte delle varie amministrazioni locali e della Regione Emilia-Romagna in particolare, che dovrebbe proporre e guidare le varie iniziative. Invece, dopo tanti proclami culminati nell’ottobre 2016 con l’approvazione della nuova legge regionale sulla promozione della legalità, sembra che il Presidente Bonaccini e i suoi assessori non guardino più con la necessaria attenzione a questa materia”. Queste le parole con le quali il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega nord, Fabio Rainieri, è tornato a parlare di criminalità organizzata in Emilia-Romagna a seguito della pubblicazione della sentenza della Corte d’Appello di Bologna sul processo Aemilia.

“Quanto scritto nella sentenza dei giudici della Corte d’Appello per cui vi sarebbe una borghesia mafiosa del nord che fa affari con le cosche e che imprenditori, commercialisti, politici e giornalisti cercano il contatto in ragione delle ampie opportunità offerte dall’appoggio dell’organizzazione criminale, è l’ennesima attestazione che anche l’Emilia è inquinata dalla mafia e specificamente, per quanto emerge dalle più importanti inchieste giudiziarie in corso, dalla ‘ndrangheta – ha proseguito il consigliere regionale leghista – La Giunta regionale guidata dal PD non sembra però preoccuparsene più di tanto forse perché ancora convinta, con buona dose di supponenza, che basta dirsi di sinistra per essere contro la mafia. Ma la storia insegna che la mafia non la si combatte a parole ma con i fatti. E qui di fatti, a parte la costituzione di parte civile nel processo Aemilia, se ne stanno vedendo pochi, a partire dalla mancata operatività della Consulta regionale per la legalità alla quale la legge regionale sulla promozione della legalità approvata ormai da un anno e mezzo, attribuisce funzioni conoscitive, propositive e consultive per le politiche di contrasto alla criminalità organizzata. Nell’ottobre del 2016 come Gruppo Lega nord ci eravamo astenuti nel votare tale legge proprio perché andava incontro, seppur parzialmente, alla nostra reiterata richiesta di istituire una commissione regionale antimafia. Va inoltre detto che l’istituzione e l’operatività di una simile commissione in tutte le Regioni italiane è stata sollecitata, lo scorso ottobre in una riunione a Roma con tutti i Presidenti delle Assemblee regionali, dalla Presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi. Si vede però che Bonaccini su questo argomento non ci sente e preferisce fermarsi ai proclami”.