STEFANO BARGI (LN): “ESONDAZIONE: LA REGIONE SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’ E ATTIVI SUBITO I RISARCIMENTI”

Esondazione del Reno: serve un fondo per i risarcimenti. La Regione spieghi le cause dell’evento che hanno causato gravi conseguenze anche nel modenese, chiarisca i motivi dell’ennesima trascuratezza sul tema delicatissimo del rischio idraulico”.

Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord Emilia Romagna interviene con una interrogazione sul tema rischio idraulico dopo che nei giorni scorsi il fiume Reno è esondato nel territorio della bassa Bolognese nei Comuni di Castel Maggiore e Argelato.

“Nonostante il pronto intervento dei soccorsi messi in campo dalle Istituzioni, i danni sono tali da avere determinato la richiesta al Governo di riconoscimento dello stato di calamità naturale”, spiega Bargi e “a quanto risulta una delle principali cause sarebbe rappresentata dalla presenza di un cantiere, di competenza della Regione Emilia-Romagna, proprio lungo l’argine nella località Boschetto del Comune di Castel Maggiore, presente oramai da diversi mesi e mai ultimato”.

Il fatto, se accertato, sarebbe ovviamente “di particolare gravità” anche per le ripercussioni che sono perpetrate sulla provincia di Modena, dove “dopo l’esondazione la via Emilia è stata chiusa tra Modena e Bologna per la tracimazione del Tiepido e per le criticità legate al fiume Panaro e ancora ieri erano rimaste diverse criticità, come la chiusura del ponte vecchio di Navicello e del Ponte Motta sulla provinciale 468 a Cavezzo sul Secchia”.

A fronte dell’ennesima prova della fragilità della situazione idrogeologica del territorio Bargi sottolinea come “con la manovra finanziaria 2019 il Governo Conte ha stanziato ulteriori 900 milioni di euro l’anno per il triennio 2019-2021, nel quadro di un investimento complessivo di complessivi 6 miliardi di euro”, mentre a riprova di una trascuratezza del tema da parte degli enti preposti “importanti critiche sono giunte in queste ore anche dall’ex capo della Protezione Civile dell’Emilia Romagna, il quale ha stigmatizzato la sottovalutazione compiuta da parte dell’Amministrazione regionale rispetto alle necessarie opere di protezione idraulica da garantire ai territori”.

A questo punto, per Bargi “è necessario fare chiarezza: corrisponde al vero che nel modenese si siano registrati episodi di grave criticità riguardanti le casse di espansione del fiume Panaro?”, chiede il consigliere nell’interrogazione “quali interventi urgenti la Regione intende attivare per la messa in sicurezza dei territori coinvolti nel fenomeno alluvionale?”, insiste il consigliere, che poi suggerisce “un censimento completo di tutte le necessarie opere di messa in sicurezza delle sponde fluviali del territorio regionale” e di “introdurre procedure per un immediato risarcimento di tutti i danni causati alle private abitazioni ed alle attività agricole coinvolte”, anche “con un fondo speciale regionale per la gestione di questa fase di emergenza, specie per le attività imprenditoriali”.