STEFANO BARGI (LN): “EUROSCETTICI? L’EUROPA TUTELI I NOSTRI PRODOTTI E LE NOSTRE AZIENDE E LO SCETTICISMO PASSERA’”

“Euroscettici? Lo saremo finchè l’Europa non garantirà la giusta tutela ai nostri prodotti, alle nostre aziende, garantendo la prestigiosa filiera del made in Itlay”.
Così Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord, è intervenuto durante un incontro avvenuto ieri tra i delegati dell’Assia e i rappresentanti della Regione Emilia Romagna. Durante il dibattito dedicato allo sviluppo dell’Unione Europea il sottosegretario all’Europa del Land, Mark Weinmeister, ha rimarcato la presenza in Italia di partiti euroscettici.
“Sono rappresentante di uno di questi partiti cosiddetti euroscettici – ha spiegato Bargi – e ritengo importante chiarire alcuni concetti”. Per prima cosa il fatto che “l’euroscetticismo della Lega non nasce da una indisponibilità a dialogare con l’Europa e o con i rappresentanti degli Stati membri, ma per una questione di regole che mancano a tutela del nostro tessuto economico”.
Nel nostro territorio “in particolare in quello regionale si producono prodotti di altissima qualità, elaborati da piccole e medie aziende che compongono una intera filiera di produzione con un indotto importante”.
Per salvaguardare questa economia “abbiamo bisogno di tutelare i nostri marchi, riconosciuti a livello mondiale come marchi di qualità, eppure non abbastanza protetti”.
Per Bargi “è necessario fare sì che i nostri prodotti abbiano un loro ruolo preciso nel mercato ma che non vengano contraffatti”, come invece accade oggi con il fenomeno dell’italian sounding, “un sistema che, secondo le stime è talmente diffuso da valere quanto la nostra economia”.
In Emilia Romagna “vantiamo 44 prodotti tra Igp e Dop e deteniamo il record europea e anche nella manifattura siamo particolarmente forti come ha dimostrato, tra le altre cose, l’interesse dell’Audi sulla Ducati e sulla Lamborghini”, continua Bargi “per questo abbiamo bisogno che l’Europa ci tuteli e non elabori norme buone solo per le aziende del Centro Europa”. Se su questi temi “ci fosse la possibilità di collaborare ed escogitare soluzioni condivise, magari da parte nostra e da parte del mondo della piccola impresa e delle attività artigianali, ci sarebbe meno euroscetticismo”, conclude il consigliere.