STEFANO BARGI (LN): “FESTA DELLA DONNA: MA DA VILLA REGINA VIA LE MAMME, DENTRO I PROFUGHI”

“In occasione dell’8 marzo la Regione millanta politiche di sostegno e tutela alle donne. Ma intanto a Modena, una storica villa che, fino a qualche mese fa era luogo di protezione e cura per mamme in difficoltà, rischia di diventare l’ennesima struttura dedicata al business dell’accoglienza profughi”.
Stefano Bargi consigliere regionale Lega Nord Emilia Romagna interviene sul tema di Casa Regina, storica struttura di Villanova (Modena) a lungo gestita da una Comunità formata da famiglie che vi risiedevano con i propri figli e dal padre gesuita Remo Sartori, che ora, dopo lo scioglimento delle associazioni di riferimento, potrebbe finire in mano a cooperative che si occupano della gestione immigrati. Sulla situazione della struttura Bargi ha depositato mesi fa un’interrogazione regionale.
“La questione è molto complessa, ma quello che è emerso è che la Regione ha deciso di mettere in liquidazione la struttura, nonostante fossero ancora vive le attività all’interno della stessa e non ha proceduto, come avrebbe dovuto, ad individuare enti idonei a garantire la prosecuzione dell’opera di assistenza alle mamme in difficoltà”, spiega Bargi. “Le stesse istituzioni, non solo la Regione, che oggi in vista della Festa della donna snocciolano cifre a sei zeri ed iniziative messe in atto a favore delle donne, hanno lasciato morire questa realtà, con la prospettiva sempre più concreta di vederla trasformata in un centro dedicato ai richiedenti asilo”. A quanto risulta, infatti, “le associazioni che si sono dette interessate a rilevate le gestione della struttura si occupano di assistenza ai profughi”, per cui “ancora una volta un importante servizio di sostegno a chi davvero ne ha bisogno verrebbe soppiantato da un luogo dedicato al business immigrazione”, continua Bargi.
“E’ questa, in concreto, l’idea di aiuto alle donne dell’amministrazione regionale e degli altri enti che su questa importante questione continuano a tacere?”. Contro la chiusura di Casa Regina si sono mobilitati anche i cittadini con un appello che ha raccolto già più di 10.000 firme: “Chiediamo alle istituzioni, Comune, Provincia, Regione, di non disperdere un capitale di competenze ed esperienze che andrebbe invece valorizzato e sostenuto”, si legge nel testo dell’appello, pubblicato su Change.org.