STEFANO BARGI (LN): “LUPO IN APPENNINO, MINACCIA PER I CANI DOMESTICI. SUBITO AZIONI MIRATE PER PREVENIRE IL FENOMENO”

“Non si tratta più solo di proteggere gli animali da allevamento: ora il lupo è una minaccia anche per i cani domestici. Gli attacchi sono sempre più frequenti e a ridosso delle zone abitate: è necessario studiare questo nuovo fenomeno per prevenirlo e combatterlo. La Regione organizzi un monitoraggio capillare e metta in campo strategie di prevenzione, prevedendo anche un risarcimento per i proprietari”.

A chiederlo con una interrogazione rivolta alla giunta regionale è Stefano Bargi, consigliere Lega Nord in Regione Emilia Romagna. “La presenza del lupo sul nostro Appennino è ormai consolidata con avvistamenti che si spingono fino alle zone di pianura e segnali che vengono registrati sempre più spesso anche nei pressi delle zone abitate”, spiega Bargi. “Nelle ultime settimane si sono verificati numerosi episodi di predazione di animali domestici e di attacchi nei confronti di cani di diverse dimensioni e razze, direttamente prelevati dai cortili delle abitazioni”. Il fenomeno non va sottovalutato: “Questi episodi hanno effetti pesanti sulle famiglie proprietarie dei cani uccisi: l’impatto emotivo che producono è forte per il legame che esiste tra cane e padrone, ma anche dal punto di vista economico si può parlare di danni concreti visto che ad essere colpiti sono spesso cani da caccia e da lavoro per la tenuta del bestiame”.

Per questo è fondamentale conoscere a fondo questa nuova tendenza e attivare strategie di prevenzione. “A quanto risulta non esistono dati recenti della reale distribuzione del lupo nel nostro territorio e l’ultimo programma di monitoraggio risale al 2010 quando, sono stati individuati 535 esemplari di canidi di cui 370 lupi”, spiega ancora il consigliere. “In tema di prevenzione e risarcimento danni legati a predatori, la Regione, nel 2013 ha, disciplinato gli aspetti relativi agli animali da allevamento, mentre il problema oggi riguarda anche gli animali da affezione”. Bargi chiede pertanto alla Regione di “prevedere anche per questa tipologia di animali, qualora si tratti di cani da lavoro, un risarcimento danni e di dare il via con urgenza ad azioni di monitoraggio per stabilire l’odierna distribuzione della popolazione del lupo in Emilia Romagna e conoscere la reale natura ed entità del fenomeno di predazione a carico dei cani domestici”.