STEFANO BARGI (LN): “PROGETTO CAMMINI IN EMILIA ROMAGNA: MODENA NON RESTI ESCLUSA”

“Comprendere e valorizzare anche la provincia di Modena nel progetto turistico dei Cammini, un settore di nicchia per i turisti che amano la natura ma in continua ed esponenziale crescita”.
Questo chiede Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord, con una risoluzione depositata in Regione per promuovere il territorio modenese.
“Nel 2015 in accordo con l’assessorato al Commercio e al Turismo regionale venne avviato il progetto sperimentale Cammini Emilia-Romagna che ha come obiettivi la valorizzazione dell’Emilia-Romagna quale terra ricca di testimonianze di fede e passaggio strategico di antiche vie di pellegrinaggio”, spiega Bargi. “Nonostante le intenzioni la provincia di Modena è quasi completamente bypassata dai sentieri valorizzati dal progetto, mentre per favorire la promozione turistica del territorio bisognerebbe includere nuovi passaggi”. In particolare “esistono due sentieri che potrebbero essere valorizzati in questo senso”, aggiunge il consigliere. “Si tratta di via Bibulca e la via Vandelli, antiche mete di pellegrinaggio di grande valore naturalistico che andrebbero comprese nel progetto provvedendo a segnalarle e mapparle sull’apposito sito web”.
Via Bibulca per secoli ha permesso il passaggio di merci, viandanti, pellegrini ed eserciti dall’ampia Valle del Secchia fino a S. Pellegrino in Alpe e da lì in Toscana. Rispetto ai normali percorsi tortuosi e disagevoli che si inerpicavano lungo il fianco dell’Appennino, la via Bibulca era una carreggiata larga almeno due metri che permetteva il passaggio di un carro trainato da una coppia di buoi. Di origine romana o longobarda, è certo che la Bibulca fu una via transitata fin dall’età più remota. La massima importanza la raggiunse dopo il Mille, quando in Europa si verificò quel generale risveglio di sentimento religioso che portò migliaia di pellegrini verso Roma, la Terra Santa o i luoghi di culto più importanti.

La strada Via Vandelli, originariamente nota col nome di Strada Nuova per la Garfagnana o Strada Nuova per Massa, è stata fortemente voluta dal Duca Francesco III d’Este per unire il ducato di Modena e Reggio con il territorio di Massa. La progettazione della strada venne affidata a Domenico Vandelli, matematico ingegnere e abate. Il risultato è un’opera esemplare del periodo umanista, in cui la rete viaria inizia a svilupparsi e le strade sono costruite seguendo criteri razionali e non solo seguendo cammini di pastori e pellegrini. La Via Vandelli è quindi la prima “autostrada” d’Europa, una strada selciata fornita di osterie, locande e stazioni di posta, attraverso la pianura, la collina emiliana e gli alti passi dell’Appennino e delle Alpi Apuane: il passo di San Pellegrino in Alpe è l’antico passo attraverso cui si snodavano le vie romane e i percorsi dei pellegrini medievali; il passo della Tambura è l’impervio passo dalla valle d’Arnetola verso il mare in cui il passaggio è stato aperto da Domenico Vandelli grazie a esplosioni di mine. Nella discesa finale verso Resceto, la Via Vandelli è uno dei sentieri più belli delle Alpi Apuane.