STEFANO BARGI (LN): “STAZIONE PICCOLA: L’EX TITOLARE DELLA DITTA CHE ESEGUE I LAVORI FU ARRESTATO PER MAFIA. NECESSARIE IMMEDIATE VERIFICHE”

“E’ assolutamente necessario fare chiarezza su una vicenda dai toni inquietanti. A quanto risulta, l’appalto milionario per la ristrutturazione della Stazione Piccola di Modena è stato assegnato, da Fer, ad un’azienda di proprietà di una persona arrestata nell’ambito di un’inchiesta antimafia. Se così fosse si tratterebbe di un fatto grave e di non poco peso per un ente, come la Regione Emilia Romagna, che partecipa Fer e che fa dell’Antimafia un cavallo di battaglia. Sono necessari controlli immediati e approfonditi anche per valutare un possibile recesso dal contratto”.

Così Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord, commenta l’interrogazione a risposta scritta, da lui stesso depositata questa mattina, relativa al bando da 1,2 milioni di euro per l’adeguamento sismico degli edifici “Stazione” e “Officina personale” del complesso di Piazza Manzoni Modena.

“Nel febbraio 2017 Fer ha assegnato l’appalto alla Tecnores srl, azienda della provincia di Napoli che si è aggiudicata l’appalto con un forte ribasso per un valore finale di 747.931 euro”, spiega Bargi.

“Da verifiche da noi effettuate presso la Camera di Commercio fino al luglio dello stesso anno amministratore unico della società risulta l’imprenditore, Dimola Rino. Secondo notizie di stampa, lo stesso nel marzo 2017, (mentre era ancora amministratore unico della Tecnores) fu sottoposto a custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine condotta dalla DDA di Napoli, indagine che avrebbe visto coinvolti l’ex consigliere e assessore regionale del PD, Pasquale Sommese,nonché affiliati al clan dei casalesi”.

A queste inquietanti notizie si aggiunge “lo stato di salute dell’azienda che non appare così florido in relazione all’importanza del bando aggiudicatosi”, spiega ancora il consigliere “oltre al fatto che i lavori, che dovevano essere conclusi entro 300 giorni risultano procedere molto a rilento”.

E’ evidente come sia a questo punto “necessario approfondire la situazione e verificare in particolare se la notizia riportata dalle fonti di stampa corrisponda a verità e se i vertici di Fer o la Regione Emilia-Romagna ne fossero a conoscenza”, sottolinea il consigliere. Inoltre va verificato “se il referente dell’azienda in questione fosse già iscritto nel registro degli indagati alla data di aggiudicazione dell’appalto”, se la Regione “abbia intenzione di approfondire la vicenda per conoscere di che tipo di reati, nello specifico, sia accusato l’imprenditore a cui è stato affidato un appalto tanto importante” e soprattutto “in base a quali criteri di scelta sia stato aggiudicato l’appalto”.

Gli eventi che si sono susseguiti, infatti, “hanno evidenziato la necessità di verifiche approfondite sull’azienda appaltatrice che dovrebbero già essere prassi per tutti gli enti pubblici”, sottolinea ancora il consigliere. “Per questo abbiamo chiesto alla Regione di sapere se intenda richiedere la revoca dell’aggiudicazione dell’appalto per motivi di pubblico interesse” e se, particolare non secondario “la Tecnores abbia fornito giustificazioni esaurienti in merito all’attuale situazione di apparente stallo dei lavori” conclude Bargi.