VACCINI: LA LEGA NORD IN ER SPRONA LA GIUNTA; SEGUA L’ESEMPIO DI VENETO E LOMBARDIA E DI SCHIERI CONTRO IL DECRETO LORENZIN

“La Giunta regionale dichiari la propria contrarietà nei confronti del Decreto Lorenzin per la sua imposizione coercitiva, riconoscendo comunque l’importanza dei trattamenti vaccinali tramite un intervento di natura educativa”. Lo chiede una risoluzione a prima firma Matteo Rancan ma sottoscritta da tutto il gruppo della Lega Nord in Regione Emilia-Romagna.

“Bonaccini e la sua squadra – spiega Rancan – si facciano portavoce, in sede di Conferenza delle Regioni, per una modifica del decreto in questione riducendo le prescrizioni coercitive favorendone una sostituzione in chiave educativa e conoscitiva. Di più – continua –, a Bonaccini e alla Giunta chiediamo di dare mandato all’Avvocatura al fine di impugnare il documento davanti alla Corte Costituzionale”.

“Il concetto di salute – chiarisce il consigliere del Carroccio – non è assoluto, definito e statico. Tutti gli interventi sanitari realizzati necessitano di una scelta libera e consapevole: il consenso. É attraverso il consenso/dissenso al trattamento medico che si esercita il diritto all’autodeterminazione (considerato tra i diritti personali inviolabili). Se è infatti vero che lo Stato può, tramite le leggi, determinare un’obbligatorietà nel sottoporsi a uno specifico trattamento sanitario (quale i vaccini), è altrettanto vero che in condizioni di assenza di gravi emergenze sanitarie (quali epidemie o pandemie) alla coercizione è auspicabile sostituire la sensibilizzazione della popolazione affinché venga affrontato il trattamento tramite un processo di conoscenza e consapevolezza. L’imposizione, infatti, può determinare un accrescersi dello scetticismo nei confronti del trattamento in oggetto e delle istituzioni che lo erogano e stabiliscono, sfavorendo dunque la conoscenza dei benefici correlati alla prestazione sanitaria”.

“Inoltre – continua – le prescrizioni normative contenute nel Decreto Lorenzin sono caratterizzate da un livello di coercizione notevole: il numero di vaccinazioni obbligatorie sale a dodici e, in caso di elusione da tali imposizioni, si incorre in salate sanzioni pecuniarie oltre all’esclusione dagli istituti scolastici. Non a caso, forte anche del fatto che in 15 paesi dell’Unione Europea non esiste alcun obbligo vaccinale, la Regione Veneto ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto e la Lombardia ha detto che ne seguirà l’esempio. La Regione Liguria, invece, tramite il vicepresidente e Assessore alla Salute – continua Rancan -, porterà la sua posizione di contrarietà ai caratteri coercitivi del decreto in sede di Conferenza delle Regioni, chiedendo modifiche al testo”.

“Stona la posizione della regione Emilia-Romagna – tuona Rancan – dove l’Assessore Sergio Venturi, ha detto alla stampa che la lotta contro l’obbligo vaccinale ‘è una battaglia molto, molto di destra’ e che ‘ci si appella a una pseudo-libertà individuale ma nessuno la mette in discussione’. Dichiarazioni decisamente fuorvianti rispetto al tema in oggetto che non necessita di etichettature ideologiche bensì di buon senso ed equilibrio nel coniugare diritti e doveri costituzionali”.

“Per questo – conclude – ritenendo necessaria una campagna di sensibilizzazione della popolazione in merito all’utilità dei vaccini, invitiamo la Giunta a dichiarare la propria contrarietà nei confronti del Decreto Lorenzin; a farsi portavoce in sede di Conferenza delle Regioni per una modifica del documento in oggetto e a dare mandato all’Avvocatura al fine di impugnarlo davanti alla Corte Costituzionale”.